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Rinvio per neve

 

 

Cosa vi dovrei raccontare? Le partite di sabato, quella di venerdì, quelle di domenica, quelle di lunedì, quella di oggi, quelle di dopodomani, quelle di boh?

No, io non ci sto. Ma torno quasi subito: basta aspettare la prossima settimana. Sopravviverete, no?

 

L’episodio più vistoso di questa giornata di campionato è il 4-0 della Roma all’Inter, ma il dato più importante sta nella mediocrità sempre più plateale del campionato. Prendete ciò che è successo ieri: pareggiano le prime due, per di più in casa, perdono la terza, la quarta e la quinta. Un segnale chiaro, e vorrò vedere che figura faremo nella Champions che incombe.

Tornando a Roma-Inter: partita surreale. Giocata bene dai padroni di casa – che dipendono da De Rossi quanto il Milan da Ibra, a quanto pare – e praticamente non giocata affatto dai vecchi spolmonati e dai giovani scarsi dell’Inter. Ottimo Borini, che mi piace da un pezzo, tosto, veloce, non raffinato ma molto efficace. Dall’altra parte, qualcuno conti la percentuale di passaggi esatti di Obi. E’ molto vicina allo zero per cento. Seriamente. Tutto previsto, ciò che accade in casa Inter, e se non si sbrigano a rientrare i vari Sneijder, Forlan e Guarin saranno dolori. Bravo Luis Enrique, invece. E il gol di Bojan fa il paio con la neve di Roma. Da non credere che sia vero.

Lo schiaffo di Ibra, invece? Divertente, da dietro la testa di Nocerino. E dato al giocatore più insopportabile del calcio italiano. Insomma, lo svedese va capito. Adesso quante giornate gli daranno? Due, garantisce Galliani. Vediamo se gli danno retta.

Mentre Marotta che si lamenta per l’arbitro fa morir dal ridere. Evidentemente, dico io, i giocatori del Siena hanno visto Juve-Cagliari e hanno pensato che a Torino la regola del fallo di mano in area non esista. Come biasimarli? Strano, piuttosto, l’andamento della partita in sé. Di solito Juve-Siena è tipo l’amichevole d’agosto a Villar Perosa, chissà cos’è cambiato, adesso. Forse qualcuno, in piazza del Campo, ha un conto in sospeso con l’adorabile Antonio Conte.

Gli spiccioli: gol di Di Natale meraviglioso, gol di Palacio trovato, che la voleva mettere in mezzo. E dopodomani c’è Milan-Juve in coppa. Io, grazie a Raisport1, mi vedrò il torneo di Viareggio.

Parigi a me sta bene

Sì, ho saltato un turno. E non aspetterò Novara-Chievo di stasera, perché non solo potrebbero rinviare pure quella, ma in fondo quando ho mai parlato di Novara e Chievo in questo blog?

Quindi: giù il Milan, giù l’Inter e giù la Roma; su la Lazio e soprattutto su la Juve, pur giocando una partita su due. Metti che vince a Parma nel recupero e va a più quattro sul Milan. Mica male. Ma io, anche alla luce del mercato modesto – Padoin da Atalanta, Borriello da Genoa,  Caceres non è forse un terzino destro come il buon Lich? -, continuo a pensare che non ci sarà partita, con l’Ibra-team. Che da par suo, intendiamoci, il mercato lo ha fatto ancor più penoso.

Buono quello dell’Inter, invece, che si libera in un colpo solo dell’inconsistente Coutinho e soprattutto del sopravvalutatissimo Thiago Motta. Dieci milioni per uno del genere sono uno dei più grandi affari della storia recente della società. E Guarin è forte. Ma il terzo posto è di nuovo piuttosto lontano: e adesso prevedo qualche buona settimana di flessione, se conosco i miei polli. Almeno fino alla Champions.

Un pensiero, infine, lo rivolgo al buon Serse, che dopo aver fatto punti con Fiorentina e Inter (e Chievo, pure) esce a testa alta dal Friuli. A questo punto può provarci, il Lecce, perché il Siena è così così e qualcun’altra, tra quelle di media classifica, rinculerà di sicuro.

Ok. A lunedì.

 

Di & Di

Ha vinto chi doveva vincere, chi giocando meglio chi giocando peggio, e intanto è finito il girone d’andata e vedere la Juventus lassù è già di per sé piuttosto impressionante. Al di là dei pronostici, al di là di tutto, Conte si ritrova senza voce, come sempre, ma con una squadra probabilmente in grado di presidiare le zone alte fino alla fine. Adesso, all’improvvise, lo dice anche lui: nello scudetto a Torino ci credono. Io ancora no, ma se arrivano un buon centrocampista (tipo Guarin, mentre Nainggolan a giugno sarebbe un altro gran colpo) e un buon difensore (non Caceres, direi) la storia può cambiare. Anche se l’attacco, Borriello incluso, secondo me rimane così così.

In ogni caso, avete visto tutti cos’ha fatto Ibra anche l’altro ieri: il golletto di tacco è roba da calcetto, roba che potrebbe venire in mente solo a lui, escludendo i presenti. Lui, la polizza sulla vita del Milan. Già.

E l’Inter? Teribbile. Il buon Ranieri non ha un’idea che sia una su come fare a manovrare in attacco, anche se certo le polveri bagnate dei suoi vecchietti non lo aiutano. L’aiuto stavolta è arrivato dall’arbitro, che non ha visto un fuorigioco pari a circa un ventesimo di quello sognato una settimana prima dal guardalinee che aveva fatto annullare il gol di Motta nel derby. Derubricherei a svista, anzi a svistina (come quella che ha negato a Denis un rigore sull’1-0 e quella che ha permesso al Milan di segnare il 2-0).

La Roma, invece? Champagne, davvero? Dai, che tra un paio di settimane c’è proprio Roma-Inter. Ci sarà da divertirsi.

E l’Udinese, con quel gol di Di Natale, e l’indomito Lecce, con quella spaccata di Di Michele.

Infine, contento per Pandev.

Passo e chiudo.

 

 

Paperi e comunisti

La storia di PierPato è davvero formidabile. Non solo B all’ultimo minuto decide di non venderlo: arriva il derby e impone al suo allenatore, quello che una volta dicevano fosse comunista, di farlo giocare titolare. Se Pato avesse segnato, magari facendo vincere la partita al Milan, la sera stessa ci saremmo trovati l’ex Premier a bullarsi in tutte le televisioni del Paese. E invece è andata così, con un Ibra stregato da una delle sue lune storte e il centrocampo da Serie B del Milan (Emanuelson, Nocerino, Van Bommel: beh!) che nulla ha potuto contro la colata di cemento sparsa sul terreno di gioco dal buon Ranieri, dignitoso nel suo pragmatismo senza velleità alcuna di vittoria (finale).

Adesso resta da capire che fine farà Tevez: io penso vada al Psg, massimo al Milan. A dirla tutta, prego pure perché sia così. Mentre la Juventus annaspa come prevedibile – mica potevano correre come pazzi per nove mesi di fila – e si salva grazie alla singolare interpretazione del regolamento del giuoco del calcio dell’arbitro Guida. E la mia Udinese crolla, massacrata più dalle amnesie di Floro Flores che dalle assenze degli africani. E la Lazio respira, e la Roma per ora resta a galla.

Ok. Volete sentirmi dire che l’Inter è tornata in corsa per lo scudetto? No, non me lo sentirete dire. Perché non è così. Vediamo come va il mercato: in base a chi azzeccherà cosa vi saprò dire quali potranno essere i nuovi equilibri. Ma l’Inter lo scudetto, no.

 

No, non è scandaloso concedere un rigore come quello di ieri su PierPato. Non attacchiamoci a questo, non troppo. Il fatto è che, a una squadra che pur non essendo la Fiorentina o il Genoa schiera una mediana composta da Nocerino, Van Bommel, Boateng e Emanuelson, per vincere, sempre e comunque, basta quel molosso là davanti. Poi, certo, forse il fallo di Manfredini non c’era. Ma va beh.

Il derby di domenica, a questo punto, potrebbe apparire interessante. Certo l’Inter non è più la squadra di morti di qualche tempo fa, e almeno in teoria se la può giocare. Per quel che conti. Comunque, la vera speranza di chi capisce di calcio, da una parte e dall’altra, è che non arrivi Carlos Tevez, giocatore modesto, rude, suonato e sopravvalutato a dir poco. Tutti quei soldi, spesi da squadre che di soldi non ne spendono quasi più da anni (fatta eccezione per l’Ibra del Milan), sembrano veramente un’assurdità.

E la Juve? Gioca male ma vince, dicono. Buon segno. E se compra un centrocampista buono – Guarin, per esempio, non quella mezzasega di Pizarro – va a finire che comincia a diventare credibile davvero. Borriello aggiunge poco, un difensore di qualità aggiungerebbe molto. Vedremo.

E la Rometta? Gioca bene, si prende i due rigori sbagliati e vince. Ben per Enriquetto. Mentre la Lazio mi sa che s’è sgonfiata del tutto. E l’Udinese, zitta zitta, sta sempre là.

Ok, via alla fase due. Stay tuned.

Ok, prendo la Juve sul serio. Credo che potrà arrivare seconda. A meno che qualcosa o qualcuno non tolga di mezzo Ibrahimovic, chiaro. A quel punto dubito che il Milan riesca a guadagnarsi anche solo l’Europa League. Dico sul serio, e sapete che ho ragione.

Dietro, bisogna vedere quanto e come regge l’Udinese. In queste ultime giornate ha pagato l’inevitabile appannamento di Di Natale, sono davvero curioso di capire che mercato farà, Pozzo, a gennaio. La storia della Coppa d’Africa che gli porta via Asamoah e Benatia la sventola un po’ chiunque, ma a mio parere è in attacco che potrebbe succedere qualcosa di davvero interessante.

E mentre la Lazzie sembra aver imboccato la sua parabola discendente, la Roma, dicono, ha cominciato a giocare splendidamente. C’è una cosa che mi chiedo, però: quando firma De Rossi? Quanto all’Inter, a questo punto non può non pensare di provare ad agganciare il terzo posto. Con tre rinforzi tosti, almeno due dei quali a centrocampo, è un’impresa meno proibitiva di quel che paresse un mesetto fa. Pur che – dio ce ne scampi – si tolgano dalla testa l’idea di prendere Krasic, l’uomo che sussurrava ai fili d’erba. Non so come potrei reagire. Sul serio.

Un’ultima considerazione. Il campionato di Nocerino e Pepe, il campionato che ha German Denis per capocannoniere, è un campionato triste, per cui provare un po’ di vergogna. Altro che Doni, altro che scommesse. Il vero problema del calcio italiano, oggi, è questo.

Ok. Ora si va in letargo. Ma solo per un po’. A risentirci dopo la Befana.