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Archive for gennaio 2012

Di & Di

Ha vinto chi doveva vincere, chi giocando meglio chi giocando peggio, e intanto è finito il girone d’andata e vedere la Juventus lassù è già di per sé piuttosto impressionante. Al di là dei pronostici, al di là di tutto, Conte si ritrova senza voce, come sempre, ma con una squadra probabilmente in grado di presidiare le zone alte fino alla fine. Adesso, all’improvvise, lo dice anche lui: nello scudetto a Torino ci credono. Io ancora no, ma se arrivano un buon centrocampista (tipo Guarin, mentre Nainggolan a giugno sarebbe un altro gran colpo) e un buon difensore (non Caceres, direi) la storia può cambiare. Anche se l’attacco, Borriello incluso, secondo me rimane così così.

In ogni caso, avete visto tutti cos’ha fatto Ibra anche l’altro ieri: il golletto di tacco è roba da calcetto, roba che potrebbe venire in mente solo a lui, escludendo i presenti. Lui, la polizza sulla vita del Milan. Già.

E l’Inter? Teribbile. Il buon Ranieri non ha un’idea che sia una su come fare a manovrare in attacco, anche se certo le polveri bagnate dei suoi vecchietti non lo aiutano. L’aiuto stavolta è arrivato dall’arbitro, che non ha visto un fuorigioco pari a circa un ventesimo di quello sognato una settimana prima dal guardalinee che aveva fatto annullare il gol di Motta nel derby. Derubricherei a svista, anzi a svistina (come quella che ha negato a Denis un rigore sull’1-0 e quella che ha permesso al Milan di segnare il 2-0).

La Roma, invece? Champagne, davvero? Dai, che tra un paio di settimane c’è proprio Roma-Inter. Ci sarà da divertirsi.

E l’Udinese, con quel gol di Di Natale, e l’indomito Lecce, con quella spaccata di Di Michele.

Infine, contento per Pandev.

Passo e chiudo.

 

 

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Paperi e comunisti

La storia di PierPato è davvero formidabile. Non solo B all’ultimo minuto decide di non venderlo: arriva il derby e impone al suo allenatore, quello che una volta dicevano fosse comunista, di farlo giocare titolare. Se Pato avesse segnato, magari facendo vincere la partita al Milan, la sera stessa ci saremmo trovati l’ex Premier a bullarsi in tutte le televisioni del Paese. E invece è andata così, con un Ibra stregato da una delle sue lune storte e il centrocampo da Serie B del Milan (Emanuelson, Nocerino, Van Bommel: beh!) che nulla ha potuto contro la colata di cemento sparsa sul terreno di gioco dal buon Ranieri, dignitoso nel suo pragmatismo senza velleità alcuna di vittoria (finale).

Adesso resta da capire che fine farà Tevez: io penso vada al Psg, massimo al Milan. A dirla tutta, prego pure perché sia così. Mentre la Juventus annaspa come prevedibile – mica potevano correre come pazzi per nove mesi di fila – e si salva grazie alla singolare interpretazione del regolamento del giuoco del calcio dell’arbitro Guida. E la mia Udinese crolla, massacrata più dalle amnesie di Floro Flores che dalle assenze degli africani. E la Lazio respira, e la Roma per ora resta a galla.

Ok. Volete sentirmi dire che l’Inter è tornata in corsa per lo scudetto? No, non me lo sentirete dire. Perché non è così. Vediamo come va il mercato: in base a chi azzeccherà cosa vi saprò dire quali potranno essere i nuovi equilibri. Ma l’Inter lo scudetto, no.

 

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No, non è scandaloso concedere un rigore come quello di ieri su PierPato. Non attacchiamoci a questo, non troppo. Il fatto è che, a una squadra che pur non essendo la Fiorentina o il Genoa schiera una mediana composta da Nocerino, Van Bommel, Boateng e Emanuelson, per vincere, sempre e comunque, basta quel molosso là davanti. Poi, certo, forse il fallo di Manfredini non c’era. Ma va beh.

Il derby di domenica, a questo punto, potrebbe apparire interessante. Certo l’Inter non è più la squadra di morti di qualche tempo fa, e almeno in teoria se la può giocare. Per quel che conti. Comunque, la vera speranza di chi capisce di calcio, da una parte e dall’altra, è che non arrivi Carlos Tevez, giocatore modesto, rude, suonato e sopravvalutato a dir poco. Tutti quei soldi, spesi da squadre che di soldi non ne spendono quasi più da anni (fatta eccezione per l’Ibra del Milan), sembrano veramente un’assurdità.

E la Juve? Gioca male ma vince, dicono. Buon segno. E se compra un centrocampista buono – Guarin, per esempio, non quella mezzasega di Pizarro – va a finire che comincia a diventare credibile davvero. Borriello aggiunge poco, un difensore di qualità aggiungerebbe molto. Vedremo.

E la Rometta? Gioca bene, si prende i due rigori sbagliati e vince. Ben per Enriquetto. Mentre la Lazio mi sa che s’è sgonfiata del tutto. E l’Udinese, zitta zitta, sta sempre là.

Ok, via alla fase due. Stay tuned.

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