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Archive for dicembre 2011

Ok, prendo la Juve sul serio. Credo che potrà arrivare seconda. A meno che qualcosa o qualcuno non tolga di mezzo Ibrahimovic, chiaro. A quel punto dubito che il Milan riesca a guadagnarsi anche solo l’Europa League. Dico sul serio, e sapete che ho ragione.

Dietro, bisogna vedere quanto e come regge l’Udinese. In queste ultime giornate ha pagato l’inevitabile appannamento di Di Natale, sono davvero curioso di capire che mercato farà, Pozzo, a gennaio. La storia della Coppa d’Africa che gli porta via Asamoah e Benatia la sventola un po’ chiunque, ma a mio parere è in attacco che potrebbe succedere qualcosa di davvero interessante.

E mentre la Lazzie sembra aver imboccato la sua parabola discendente, la Roma, dicono, ha cominciato a giocare splendidamente. C’è una cosa che mi chiedo, però: quando firma De Rossi? Quanto all’Inter, a questo punto non può non pensare di provare ad agganciare il terzo posto. Con tre rinforzi tosti, almeno due dei quali a centrocampo, è un’impresa meno proibitiva di quel che paresse un mesetto fa. Pur che – dio ce ne scampi – si tolgano dalla testa l’idea di prendere Krasic, l’uomo che sussurrava ai fili d’erba. Non so come potrei reagire. Sul serio.

Un’ultima considerazione. Il campionato di Nocerino e Pepe, il campionato che ha German Denis per capocannoniere, è un campionato triste, per cui provare un po’ di vergogna. Altro che Doni, altro che scommesse. Il vero problema del calcio italiano, oggi, è questo.

Ok. Ora si va in letargo. Ma solo per un po’. A risentirci dopo la Befana.

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Generosità. La stampa, di fronte ai rigori del Milan, parla ben che vada di “generosità”. Simpatici, sul serio. Ma intanto siamo quasi a Natale, e domani si rigioca già, e poi un po’ di sospirato nulla per venti giorni. Volete sapere una cosa? Mi dispiacerà.

Invece non mi dispiacerà godermi il big match di Udine, mercoledì. E vi dirò di più: se la Juve non perde smetto di non prenderla sul serio.

Mentre l’Inter ha vinto grazie al gol di un giocatore che faticherebbe a trovare spazio nell’Assisi Angelana, e la Roma ha regalato una notte di gioie al mio nuovo idolo Luis Enrique (tra l’altro, due giorni prima De Sanctis si faceva intervistare pontificando con spocchia sulla propria inarrestabile ascesa), e la Lazio non molla, e il povero Serse, beh, il povero Serse è uscito da Parma con le ossa davvero rotte.

E il Santos? E Neymar? E il Pallone d’Oro? Come mi piacerebbero che lo dessero a Iniesta.

 

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Il primo della classe

Molto in ritardo, ma star dietro a tutto, di questi tempi, è una gran fatica.

D’altronde che volete che vi dica? Che Totti per la Roma sia un peso non lo dimostra certo il rigore regalato a Buffon lunedì sera, bensì la storia dei suoi ultimi tre anni almeno. Finché non si libereranno der simpatico Pupone, ex formidabile calciatore, hai voglia tu a parlare di progetti.

Poco da aggiungere anche sulla rapina a mano armata del Milan, e sulle due vittorie tristi dell’Inter. Piuttosto, pare che la buona sorte, aiutata da un impressionante Miro Klose, abbia ripreso a baciare la simpatica Lazzie. Mentre l’Udinese, se non perde all’Olimpico coi biancazzurri e fa secca la Juventus, potrebbe regalarci un Natale romantico.

Ultima cosa sul Clasico. Non ho visto la partita, ma pare che pure lì non ci sia molto da commentare. Voglio solo sottolineare una piccola storia surreale. Prendete il gol del pareggio di Sanchez, che per strani motivi in terra catalana si fa chiamare Alexis. E osservate la reazione dei compagni subito dopo che la palla entra. Chi vanno ad abbracciare? Il piccoletto cileno, al primo gol importante con la maglia blaugrana? Manco per sogno. Tutti dietro a Messi, che gli ha dato una bella palla, sì, ma mica mettendolo davanti alla porta vuota. Insomma, in quell’esultanza ho visto qualcosa di insano. Chissà che ne penserà Ibra.

 

 

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Altro che Messi

Ovviamente quella col Cesena non era la partita della vita, e anche se Conte pensa di essere un fine psicologo in realtà a quel che dice non gli dà peso nessuno. E’ alle vittorie della Juve che bisogna dar peso, ai gol di Marchisio, e pure ai cari vecchi rigori di una volta. Non basteranno, perché se Ibra è in salute il Milan non ha nessuna possibilità di non vincere lo scudetto.

L’Udinese, da parte sua, ha vinto contro la squadra più battibile del campionato, sulla quale davvero non me la sento di spendere parole – ne ho già spese tante, e d’altronde so che mi capirete. Lazio e Napoli non mollano, non del tutto, e probabilmente da qui in avanti ci sapremo divertire solo a capire chi si guadagnerà il secondo e chi il terzo posto, buono per farsi i preliminari di Champions.

Infine, speriamo che l’arrivo di Serse Cosmi faccia bene al Lecce quanto lo ha fatto al Nacional de Montevideo quello del Chino Recoba, che l’altro giorno ha suggellato la vittoria dell’apertura 2011/2012 con un gol da fuoriclasse, qual è. Lode a te, Chino, ora e sempre.

E un saluto al dottor Socrates, naturalmente, calciatore irripetibile, fautore di uno dei pochi casi di socialismo efficiente e vincente della storia.

 

 

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