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Archive for novembre 2011

Triste velocità

 

La Juve continua a fare quel che deve fare, e il Milan asfalta anche il Chievo. Il Napoli sprofonda a metà classifica, poco sopra l’Inter tombale di Siena, mentre la Roma attraversa la prima crisi di nervi – ma non isterica, attenzione: questa è una notizia – della stagione. L’Udinese riparte di slancio dopo il doloroso tonfo emiliano, la Lazio ha meno fortuna del solito, Mutu fa un gol pazzesco e il Lecce prenota un pezzo di Serie B.

Pensate che ci sia davvero molto altro da dire? Io dovrei ripetermi nel mio sofferto pronostico a tinte rossonere, mentre già domani sera al San Paolo potrebbe consumarsi un altro addio d’eccezione, quello del Napoli al sogno scudetto.

Quindi, aspetto contenuti dalla piccola comunità che intorno a questo blog se non vive perlomeno vivacchia. In particolare: Atleta, dove gli è arrivata la pigna, a Lamela? E Signora Cencia, ma siamo sicuri che la legge consenta di vincere il campionato a una certa squadra se in questa squadra milita Pepe e se Pepe segna pure più di un gol?

Infine, un pensiero a Gary Speed. Fine brutta, che dispiace non poco.

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Il vento che cambia

Una volta di più, non sarò io a poter dire cose troppo interessanti su quanto accaduto in Serie A. Poco tempo, poco slancio: ma quello che mi para evidente è che se la Juventus arriva a Natale in testa alla classifica allora dovrò rassegnarmi ad annoverarla tra le favorite. Rassegnarmi perché come sapete non ritengo abbia una rosa all’altezza, ovviamente. Di fatto, corre e vince, forse gioca pure bene – ma questo, davvero, non lo so perché non l’ho mai vista e non mi fido neanche un briciolo di quel che dicono i giornalai sportivi professionisti.

 

E la Roma? Qua ci vuole Atleta, a raccontarci chi è più forte tra Lamela e Pjanic e chi più improbabile tra Bojan e Gago. E il Milan? Vabbè, gli hanno annullato un gol regolare. Che s’aspettavano? Il vento, in Italia, è cambiato.

 

E l’Inter? No, l’Inter no, dai.

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Gigi e la cremeria

La sosta farà più male alla Juventus o più bene agli interisti che per venti giorni potranno far finta che il calcio non esista e non sia mai esistito? Ne riparleremo tra un paio di settimane.

 

Intanto tutto quel che si può dire è che a meno di clamorosi incidenti di percorso paragonabili, che so, al passaggio di Gabriella Carlucci dal Pdl all’Udc, il Milan, che senza l’ormai ex calciatore – suvvia – Cassano non perde un’emerita cippa, a occhio e croce a Natale avrà già rivinto lo scudetto. Che a quel punto, sempre che l’Italia risulti essere ancora uno Stato sovrano e non un enorme parco divertimenti a tema sulla povertà e ingresso gratuito, il signor B avrà molto più tempo da dedicare al suo giocattolo porta-consenso. Che il campionato continuerà più o meno per sempre ad essere pieno di mezze squadre che vincono una partita e perdono quella dopo, vincono e perdono, vincono e perdono. Tipo Roma, Palermo, Fiorentina, Genoa.

 

Per ora godiamoci l’Udinese in cima alla classifica, insieme alla Lazio dell’onestamente sorprendente Miroslav Klose.

 

E infine un pensiero – opportunamente sollecitato dall’amico (del blog e dell’autore) Mauro – al Gubbio di Gigi Simoni, peraltro testimone di quella che resta la stagione più esaltante della mia esperienza di appassionato di calcio, l’anno in cui l’Italia vide quel mezzo uomo e mezzo dio giocare a pallone ogni domenica nei suoi stadi come nessuno, a parte Maradona, era mai e mai sarebbe più riuscito a fare. Forse ce la farà, a salvarsi, Simoni, forse no. Ma la sua resta una bella storia.

 

 

 

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