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Archive for ottobre 2011

Per quel che Conte

Ho saltato una giornata, è vero. Ma son giorni intensi, e certo la Serie A non offre uno spettacolo di quelli a cui non saper resistere.

 

Comunque ora siamo qua, a ribadire l’ovvio. Dopo le partite di sabato mi pare evidente che questo campionato potrà perderlo solo il Milan. Ibra, quadratura tattica e insussistenza degli avversari: mix letale, una volta di più. Attendo analisi più acute sulla sfida con la Roma da chi di Roma ne sa più di me, ovviamente.

 

Poi la Juve, che si prende gioco dell’Inter ed accende animi già di per sé piuttosto infuocati. Volete sapere una cosa? Nonostante Antonio Conte incarni la quintessenza della juventinità più becera che io abbia conosciuto, nonostante la vuota tracotanza del povero Agnelli superstite, nonostante i cromosomi, questa Juve m’è piuttosto simpatica. Corre, brucia, spreca, rincula, riparte. Non credo abbia la minima possibilità di vincere lo scudetto, per limiti tecnici patenti, ma sarà un elemento di disturbo per il Milan.

 

L’Inter? Non ho già detto tutto in tempi non sospetti? Sì, ho già detto tutto.

 

E per il Napoli, valgono sempre le stesse cose. E per l’Udinese, gli stessi sogni.

 

E la Lazio? Tosta, cinica, matura. Chissà.

 

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Il pomo d’oro

 

Di solito chi vince partite del genere poi vince anche lo scudetto. E la cosa avvilente è che con ogni probabilità il Milan lo scudetto lo vincerà davvero – due in due anni con una squadra vecchia e rude. Però non c’è niente da fare, vedere un 3-0 che diventa 3-4 nel giro di mezz’ora è spettacolare. Il calcio è un’altra cosa, certo, il calcio si gioca da altre parti. Eppure.

 

Eppure, tra l’altro, noi abbiamo una capolista di cui siamo tutti innamorati. Torna il sogno friulano di un inverno fa? Presto per dirlo. Ma se vicino a Di Natale ci fosse un altro attaccante di valore se ne potrebbe parlare. E se Pozzo sorprende tutti e a gennaio si compra una punta forte? Moratti, dagli Milito. Così fai un dispetto a tutti gli altri. Tanto l’Inter, col freno a mano innestato pure ieri, non va da nessuna parte.

 

Per frenare frena anche la Juve operaia, ma vi prego, abbattete tutti quelli che dicono che è uno scandalo lo scarso impiego di Del Piero. Al di là di tutto, è un omino imbolsito di quasi quarant’anni, cazzo. Il Napoli, invece, a ridosso della Champions annaspa, mentre la Roma scopre Lamela, che d’altronde è un frutto di stagione. E anche se io non riesco ad escludere totalmente che il ragazzo abbia pensato di crossare più che di tirare (guardate dove guarda, nei replay), e anche se dargli il pallone d’oro come è convinto sia più che dovuto l’intero popolo romanista appare un po’ prematuro, mi sa che questo è forte.

 

E domani già si rigioca.

 

 

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Strade di Francia

Derby epico, a quanto pare. Naturalmente il rigore c’era, e naturalmente sono contento per Reja. Però pure Luis Enrique mi sembra proprio una brava persona, e Bojan, quel colibrì mandato ogni settimana al massacro in mezzo ai rinoceronti, quando prova a parlare in italiano fa una tenerezza incredibile. Lo guardo e penso che potrei essere suo padre.

 

 

 

L’Inter ha raggiunto il grado dell’inenarrabile, per cui non ne narrerò – e sì che quella di Catania è l’unica partita che ho visto per intero, questo fine settimana.

 

 

 

La Juve ringhia, il Milan ritrova Ibra, il Napoli si sgretola e l’Udinese prende un buon punto a Bergamo. Campionato vigliacco, a due all’ora, spettacolo rasoterra e qualità tecnica non pervenuta. L’anno prossimo terrò un blog sulla Ligue 1, credo.

 

 

 

Au revoir.

 

 

 

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Punizioni e colibrì

L’Inter e il Milan laggiù, la Juve e il Napoli (con l’Udinese) lassù. Continua ad essere insolita, questa classifica, ma piuttosto logica. Almeno a leggere le formazioni di queste squadre nelle prime cinque giornate di campionato. Le milanesi, al di là dello sconquasso gasperiniano in casa nerazzurra, pagano rose logore, spremute o in parte inadeguate. Il Milan, però, ha il vantaggio di poter annoverare l’unico fuoriclasse del campionato italiano, ovvero il buon vecchio Zlatan. Con lui potrà recuperare, vedrete. L’Inter i fuoriclasse non li ha più, e così arrancherà. Magari arriverà davanti a un paio delle compagini che adesso fanno da battistrada, ma centrare la zona Champions quest’anno sarà un’impresa.

Detto questo, senza le sviste di Rocchi e le vaccate in extremis della difesa milanista adesso staremmo a raccontarci una storia diversa, almeno formalmente. Meno enfatica, diciamo. Ma la sostanza resta la stessa: l’entusiasmo e i nuovi innesti potranno portare lontano il Napoli, e sicuramente più in là degli ultimi anni la Juve. Per lo scudetto, anche se il mio favorito resta il Milan, continuo a sognare un miracolo friulano, mentre la Roma, zitta zitta, ha vinto di nuovo. Quel che mi sconvolge, forse ancor più della marcatura del colibrì Bojan, è il fatto che i giallorossi abbiano tirato in porta ben tre volte in novanta minuti. Chissà se Luis Enrique li manderà in ritiro punitivo, per questo.

Ok. Adesso due settimane di nulla. Meglio così, no?

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