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Archive for agosto 2010

L’incubo ha le fattezze di un colosso dallo sguardo torvo e dal naso roccioso, un gigante che avanza nell’ombra come un boia pronto a tagliar via con un gesto solo – una manata, anzi no, una zampata – tutto ciò che di buono t’è capitato negli ultimi tempi. Non la testa, certo, ma il tuo modo di pensare al calcio. Poi l’incubo si mette più a fuoco, e al fianco del primo colosso ne spunta un altro, meno spaventoso, forse, meno cattivo, ma ugualmente terribile. Ha la faccia da bambino, è nero nel nero. Succederà anche questo, pensi, e intanto ti prepari a ricominciare a vedere le cose come succedeva un tempo. Prima o poi doveva finire, già.

Zlatan Ibrahimovic ora è un giocatore del Milan, e con lui il Milan realisticamente vincerà lo scudetto. Ma il vero guaio è che quel pizzaiolo maledetto di Mino Raiola entro massimo un paio d’anni porterà a Milanello anche Mario Balotelli, ci scommetti, e allora vedere quei due passarsi la palla – e magari mandarsi pure a quel paese – e fare caterve di gol con addosso quella maglia sarà ancora peggio di non vincere più qualsiasi cosa si possa umanamente vincere su questa terra. Duro mestiere, quello del tifoso dell’Inter. Nella cattiva e nella buona sorte.

Dovevo cominciare così. Mi perdonerete, ma la vicenda è di quelle che segnano la pelle. Certo, dopo Ronaldo uno non s’illude più di tanto su nessuno, ma quando ti tolgono il gusto di identificare un giocatore con la tua idea di passione ti tolgono quasi tutto il gusto del calcio. Kakà all’Inter non mi sarebbe piaciuto. Ma al Milan ragionano da multinazionale, e nelle multinazionali non si guarda in faccia a nessuno. Piuttosto quel che mi irrita di più in questa storia è che il Milan s’è comprato Ibra con i soldi che Berlusconi ha risparmiato grazie a una legge che ha permesso alla Mondadori di non pagare qualche buon centinaio di milioni di euro che presumibilmente avrebbe dovuto al fisco. Ma si sa, questo Paese è tutto un sistema di scatole cinesi. Sollevi un coperchio e vedi la Sua faccia, ne tiri via un altro e c’è sempre Lui. Anzi, il pallone in teoria dovrebbe essere l’ultimo dei nostri pensieri. Ma guardate che Lui il pallone lo usa ancora come strumento di consenso. Prende Ibra, magari prende pure (quella chiavica di) Robinho, e il gradimento riprende a salire, almeno in una certa categoria di persone.

Che ossessione, Berlusconi. Ma in questo Paese c’è anche dell’altro, anche se non molto altro, e nel nostro calcio pure. E una giornata di campionato non è abbastanza per esprimere anche un solo giudizio, ma qualche considerazione va fatta.

L’Inter, innanzitutto. Molti se la prendono già con Benitez, ma il pacioccone spagnolo non ha colpe. Al di là del fatto che siamo all’inizio e che le gambe di molti non girano ancora, s’è ritrovato una squadra logora e indebolita rispetto alla corazzata di Mourinho. Il problema dell’Inter, la stagione scorsa, non era che i suoi giocatori fossero tutti stranieri (ma chissenefrega), bensì che fossero tutti vecchi. Mou li ha spremuti fino in fondo, e adesso devono ancora riprendersi. Di giovanotti l’Inter ne aveva uno solo, che per inciso era anche il suo unico autentico fuoriclasse, e si chiamava Mario Balotelli. Uno squilibrato, forse, ma fortissimo. Ad avere un po’ di sale in zucca, avrebbero venduto, per appena qualche milione in meno, il trentunenne Milito e si sarebbero tenuti lui, ma quei geni della Curva Nord non lo avrebbero permesso, di liberarsi dell’eroe di Madrid che minacciava di andarsene già venti secondi dopo il fischio finale della finale. Insomma, se non gli comprano nessuno in questa manciata d’ore che ci separa dal termine del mercato, Benitez potrà fare ben poco. Con Ibra, il Milan può vincere lo scudetto, nonostante tutta la paccottiglia che si ritrova alle sue spalle. In Europa vattelappesca. Ma in ogni caso scordiamoci i fasti degli anni passati.

E la Juve? La Juve ha fatto un mercato da Sampdoria, spendendo un sacco di soldi per una serie di giocatori mediocri che non la risolleveranno certo dalla polvere in cui si sta rotolando dai tempi di Calciopoli. Krasic, Pepe, Quagliarella, Martinez, Aquilani, Motta, il discreto Bonucci. E adesso Borriello, dicono. Ma magari s’accontentano d’arrivare quarti, chi lo sa.  La sconfitta di Bari, certo, non stupisce chiunque capisca anche solo un minimo di calcio.

La Roma, invece, poveretta, alle prese con le solite beghe societarie, non sa ancora di che morte andrà a morire. Adriano è già rotto, e non credo che aspetterà molto prima di lanciarsi a capofitto nella movida romana. Gli altri, come quelli dell’Inter, invecchiano, e c’è qualcuno, tipo De Rossi, che sembra aver perso completamente il senno, perlomeno quello calcistico. Speramo bbene.

Di tutte le altre per ora non è il caso di parlare. Dico solo che secondo me il Genoa è un bluff (molti acquisti, nessun colpo), il Palermo ha un attacco stellare e la Samp rimane una squadra tosta. Ci si risente tra un paio di settimane, quando sarò più breve e meno sentimentale, lo prometto. Per l’inizio, e per un inizio del genere, non potevo fare altrimenti.

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Te la do io la Serie A

L’avevo velatamente minacciato al momento della chiusura di Te li do io i Mondiali, il blog che ho curato sui campionati del mondo di calcio per sessanta benedetti giorni e più da inizio maggio a metà luglio. Ora, dopo neanche un mese e mezzo, apro un altro blog. Sempre calcio, stavolta quello di casa nostra. Perché?

Pochi ne sentivano il bisogno, lo so. Forse neanche io, tutto sommato. Solo che coi Mondiali mi sono divertito, e fatti due conti mi sono detto che magari mezz’oretta alla settimana, da qui alla primavera prossima, potevo permettermi di dedicargliela, alla profana arte dello scrivere di pallone a mezzo internautico. Quindi, eccomi qua.

L’idea è quella di concepire questo blog come una specie di rubrica settimanale sul campionato. I miei interventi li pubblicherò il martedì, possibilmente: da quest’anno la Serie A gioca fino al lunedì sera. Saranno irriverenti e scorretti, oltre che – beh, ovvio – estremamente competenti. Non pretenderò di fingere di non essere tifoso della squadra di cui sono tifoso, ma cercherò di andare oltre l’inevitabile stato di miopia permanente a cui i tifosi di tutte le squadre di tutto il mondo sono condannati. Stringerò gli occhi, e immagino di riuscire a risultare credibile.

Per cui si riparte, insomma. Buon divertimento.

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