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Beh, avevo già detto tutto una settimana fa. Quindi niente, siamo ai saluti. In attesa della finale di Champions e degli Europei, Te la do io la Serie A chiude bottega. Chissà se la riaprirà a settembre: le energie e il tempo sono sempre meno, ma da qui a tre o quattro mesi chi lo sa. D’altronde la vicenda scommesse potrebbe regalarci un’altra bella estate di passione, con retrocessioni, penalizzazioni e squalifiche varie.

Personalmente, voglio solo salutare Ivan Ramiro Cordoba, il migliore difensore che abbia indossato la maglia dell’Inter nel nuovo secolo. E anche Alessandro Del Piero, via, buon giocatore, non un fuoriclasse ma comunque una bandiera della Juventus, congedato davvero in malo(e inspiegabile)modo dall’Agnelli residuo.

Statemi bene.

 

 

Seconda stella a destra

no, l’autore non è deceduto. solo notevolmente indaffarato. imperdonabile, comunque, lo so.

torno giusto per celebrare doverosamente lo scudetto della juventus. io che non c’ho mai creduto – non fino a qualche settimana fa, almeno. be, cosa volete che vi dica: giusto così. al netto delle stucchevoli polemiche sugli arbitri alimentate da una parte e dall’altra della capitale del potere calcistico italiano, quel bizzarro conglomerato costruito negli anni novanta e nei primi del secolo da moggi e galliani, la juve ha giocato meglio, non ha perso mai, ha corso forsennatamente. e ha vinto con merito, insomma, nonostante l’assenza di un solo fuoriclasse, nonostante il suo miglior marcatore, se non sbaglio, si sia fermato a quota dieci. di converso, il milan è stato davvero troppo poca cosa, nonostante il mio ibra. che il simbolo di questo scudetto 2011/2012 non debba essere nocerino è senza dubbio un bello spot per il nostro calcio.

ora, certo, mi piacerebbe che la smettessero con la patetica e pericolosa – ma più pericolosa che patetica – storia della terza stella. ora che ha vinto, agnelli, ora che il credito dei tifosi se lo è riguadagnato, lasci perdere. che brutto vizio italiano, quello di disprezzare le regole. io, come già scritto altrove, se fossi juventino ringrazierei il dio del pallone per essermi visto togliere solo due scudetti. suvvia, un po’ di dignità.

e il resto? peccato per il lecce. sarebbe comunque retrocesso per le scommesse, ma quella di cosmi era una bella storia. certo, rivendico con soddisfazione l’indicazione fatta mesi fa sui rischi del genoa.

bene invece per l’udinese, che andrà in champions più che giustamente. speriamo che stavolta faccia più strada di un anno fa.

ok. giuro che torno per l’ultima giornata. un commiato come si deve sarà necessario.

Isterici e furfanti

ok, ho saltato due giornate. ma, insomma, v’assicuro che sono pienamente giustificato. felice e giustificato, ecco.

venendo a noi: che bella juve, che milan isterico, che inter scema. a quanto pare la partita di torino è stata una prova di forza molto più eloquente di quella di domenica scorsa, giorno del canto del cigno di ranieri sulla panchina nerazzurra. non molla, la juve, manco per sogno. e scommetto che i tifosi si imparano a memoria il calendario sospirando al pensiero della penultima giornata, con un derby di milano in cui tifare non l’alleata storica, ma la storica nemica. bizzarrie del calcio.

quanto all’alleata, ora antagonista, le lagne sul gol-non gol di robinho sono davvero fuori luogo. quanto quelle di conte e marotta nelle scorse settimane, naturalmente: pochi torti, ragazzi, da una parte e dall’altra, e sicuramente meno dei favori. siamo seri, suvvia. il gol fantasma di catania, in particolare, probabilmente non era neppure gol. e basta con questa storia dei sensori. il calcio è bello anche con gli errori arbitrali. il guaio è quando non sono errori, ma atti dolosi. e in ogni caso, non sarà un po’ di tecnologia a lustrare l’onestà dei disonesti: fatta la legge, trovato l’inganno.

e l’inter? inevitabilmente via ranieri, e dentro un altro romano de roma con qualche difficoltà coi congiuntivi e una spiccata propensione per il giovanilismo (avete intercettato anche voi il “dai cazzo!!!” urlato a un ragazzo della primavera dopo la vittoria della pseudo-champions dei giovani?). ma per questi due mesi può pure andar bene così, no?

e il terzo posto? secondo me la lazio rischia di precipitare causa calcioscommesse. e se l’udinese non si riprende, la favorita diventa il napoli – la roma appare davvero troppo discontinua. potrebbe essere divertente.

infine, la salvezza. il lecce ieri ha sprecato un’occasione d’oro. non puoi non vincere con le ultime due in classifica, se sei terz’ultimo e vuoi salvarti. come avevo detto settimane fa le squadre più a rischio sono fiorentina e genoa, ma dubito che i salentini riusciranno a raggiungerle. tre l’altro, pure su di loro pende, greve, la mannaia dell’affaire-masiello (guardate un po’ dove è cresciuto calcisticamente). we’ll see.

Casino totale

Approfitto di questo ritardo per spendere due parole sulla Champions.

L’Inter che esce: onestamente, credo che le sia convenuto. Se gioca con Barcellona o Real, adesso, rischia di fare la fine del Basilea o del Bayer. Pensa che vergogna, a quel punto. Non sto scherzando.

Il Napoli che esce: peccato. Anche perché questo Chelsea è tutt’altro che irresistibile. A questo punto ci ritroviamo con una sola squadra nei quarti, una squadra che tra l’altro c’è finita per un pelo. Ma questo, signori, è il livello del calcio italiano. Un calcio formato Nocerino, per intendersi.

E il campionato? Game over, davvero? Io penso di sì. E penso che fino a prova contraria non parlerò più di arbitri e lagnanze almeno fino a Pasqua. Vediamo se resisto.

Au revoir.

Ibralandia

Finalmente si può parlare con una classifica senza asterischi. Ma che volete che vi dica? Le tre sberle palermitane di Ibra parlano per me, ribadendo un concetto fin troppo chiaro a chi capisca qualcosa di pallone. Dove c’è Zlatan c’è scudetto, in Italia uno così vince da solo. In Europa, come s’è visto a Londra, no, ma questo è un altro discorso.

E la Juve? In caduta libera, anche se non in picchiata. Io ho l’impressione che la squadra si sia sgonfiata, d’altronde con un tasso tecnico così modesto era inevitabile che tutto dipendesse dalla corsa e dall’ardore. Detto ciò, sta sempre lì. Per cui diamole ancora due o tre partite, prima di celebrare il funerale.

Però è vero che rischia di finire dietro la Lazie. Che sull’onda dell’entusiasmo dei due derby intascati, e intascati così, potrebbe tirar dritta fino in fondo. Nel campionato dei mediocri per prendersi belle soddisfazioni non serve poi molto.

Sulla Roma aspetto commenti più competenti, sull’Inter temo di non aver più parole da spendere. Meno di due mesi fa mi ritrovavo a dover parlare di zona Champions, perché i fatti me lo imponevano. Adesso non voglio infierire: quelli bravi sono vecchi e quelli giovani sono scarsi, l’ho già detto e a questo punto non faccio altro che sottoscriverlo. Ci vorranno anni, per ricostruire quello che sono riusciti a smantellare in una manciata di mesi. Incredibilmente.

Ok, il tempo è quello che è, e io vi saluto.

 

E insomma è davvero divertente assistere a questa guerra tra bande. Come nella New York di inizio Novecento, e noi a chiederci quali sono i gangster buoni e quali quelli cattivi. Detto in altri termini: l’errore del guardalinee sul gol di Muntari è stato macroscopico (nient’affatto su quello di Matri: questione di centimetri), ma io non credo che c’entrino niente le lagnanze recenti di Conte, Agnelli e compagnia.

Gravissimo, piuttosto, che Galliani nell’intervallo sia sceso negli spogliatoi ad apostrofare Tagliavento – il migliore arbitro italiano? Ma stiamo scherzando? -, ma avrei voluto essere lì mentre si scannava con Conte, davvero. E gravissimo il fatto che la società abbia deciso di togliere l’Unità dalla bacheca degli spogliatoi della Juve. Pare che Estigarribia non ci dorma la notte.

Poi, mamma mia, l’Inter. Lo mandano via, Ranieri? Boh. Sicuramente ha molte colpe, prima su tutte quella di trasmettere alla squadra un’incredibile sfiducia nei propri – a dire il vero alquanto risibili – mezzi. Più della partita di Napoli è stata quella di Marsiglia a gettare nello sconforto i tifosi nerazzurri: contro una squadra che in Italia si salverebbe a fatica l’Inter ha giocato con l’unico obiettivo di non perdere. E quel gol all’ultimo singulto è stato quasi esilarante.

Poco da dire sul resto. Poco sui nervi scoperti della Roma, che come al solito la butta in gazzarra ed eccelle nell’arte dell’autolesionismo, poco sui teatrini in casa Lazio e poco sulla turbo-Udinese. Giusto un po’ meno di poco sul Lecce di Cosmi: qui comincia a farsi interessante, la situazione. Magari va a finire che se la gioca con Genoa e Fiorentina. Voi che dite?

Sulley Morning

 

La neve s’è sciolta, e io non ho più scuse. Torno a parlare di pallone, quindi, proprio a ridosso di quello che è diventato l’unico vero big match di ciò che resta della stagione. Insomma: sabato c’è Milan-Juventus, ossia la sfida tra chi vincerà lo scudetto e chi con ogni probabilità arriverà secondo. Partita decisiva? Naturalmente no. Mancano ancora migliaia di giornate, per carità. Però sarà divertente.

Io sabato ho visto per la prima volta un’intera partita della Juve. Di cui dico: squadra dinamica, che gioca bene, poco concreta e decisamente vulnerabile in difesa. Non so se senza un Kosicky così avrebbe vinto, col Catania. E non so nemmeno cosa avrebbe detto Conte se il gol di Chiellini lo avesse segnato, che so, Legrottaglie (l’unico dei siciliani che potrebbe segnare di testa, a occhio e croce): per inciso, io sono uno di quelli che falli del genere non ne segnalerebbero mai. Detto ciò, la Juventus m’è piaciuta, ecco. E un Pirlo sontuoso, pur percorrendo una ventina di metri in novanta minuti.

E insomma i bianconeri sono i miei favoriti, per sabato. Perché il Milan che ho visto a Udine è ignobile, e non saranno un Arsenal e un Cesena qualsiasi a farmi cambiare idea. Certo, c’è il fattore Ibra da valutare. Piuttosto, sprizzo felicità per il buon vecchio Sulley Muntari, giocatore stupidamente sottovalutatissimo all’Inter e che, vedrete, tornerà utilissimo al Milan.

Quanto all’Inter, siamo di nuovo nell’era del senza parole. Che vi devo dire? A questo punto, considerati tutti i  mali della rosa (quelli buoni sono vecchi e quelli giovani sono scarsi), direi che ci sta mettendo del suo anche Ranieri. Prima o poi arriverà a giocare con Zanetti unica punta, suppongo.

E la Rometta? Zitta zitta, sta lì. Quattro punti in meno della Lazie travolta a Palermo: per il terzo posto se la giocheranno in tante, e ci sarà da divertirsi. Già scritto il finale in coda, invece. Nonostante il pirotecnico Lecce colombiano e la sferzata del Mondo a Novara, ditemi quale, delle squadre appena sopra la zona retrocessione, potrebbe rinculare tanto da farsi riprendere? A meno di una sorpresa in stile Samp-2011. Fossi nei tifosi del Genoa, con quel disastro di squadra che gli ha messo su Preziosi, qualche scongiuro lo farei…

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